Guida ·
Cosa legge l'AI del tuo sito web?
In breve
Soprattutto il testo: cosa fai, dove sei, per chi lavori, orari e contatti scritti nella pagina. Quello che sta solo dentro una foto, un PDF o una parte del sito difficile da raggiungere rischia di non essere letto. E se il sito blocca i programmi che leggono le pagine per conto degli assistenti, l'AI può non vederlo affatto.
Il sito è l'unica fonte che scrivi tu
Quando un cliente chiede a un assistente AI a chi rivolgersi, l'assistente spesso cerca sul web e legge alcune pagine prima di rispondere. Lo spieghiamo meglio in Come sceglie ChatGPT chi consigliare?.
Tra queste pagine può esserci il tuo sito. Le recensioni le scrivono i clienti, gli articoli i giornalisti, i portali hanno le loro regole. Il sito invece lo controlli tu, parola per parola. Per questo vale la pena sapere cosa ne arriva davvero all'AI.
Cosa legge: il testo
Un assistente AI non guarda il sito come una persona. Non si fa colpire dai colori o dalla bella foto in alto. Legge soprattutto il testo scritto nella pagina.
Google lo dice in modo esplicito nella sua guida per i proprietari di siti sulle funzioni AI della Ricerca, AI features and your website: non servono accorgimenti speciali, ma tra le basi da curare c'è proprio che le informazioni importanti siano disponibili come testo.
In pratica, le cose che contano sono quelle che un cliente vorrebbe sapere prima di chiamarti:
- cosa fai, servizio per servizio, con le parole che userebbe un cliente;
- dove lavori: indirizzo, quartiere, comuni in cui vai a domicilio;
- quando: orari, giorni di chiusura, urgenze, periodi di ferie;
- per chi: bambini, famiglie, aziende, turisti stranieri;
- come contattarti: telefono, email, prenotazione;
- cosa ti distingue, detto in modo concreto e verificabile.
Se un idraulico fa interventi il sabato, conviene che sul sito ci sia scritto "interventi anche il sabato". Se c'è solo un'icona con un orologio, l'AI non ha niente da leggere.
Cosa rischia di non leggere
Molti siti hanno informazioni importanti che una persona vede benissimo, ma che per un programma sono difficili o impossibili da leggere.
Testo dentro le immagini
Il volantino con le offerte, gli orari scritti su una foto della vetrina, il listino trattamenti fatto come grafica. Per l'occhio sono testo. Per chi legge la pagina in automatico sono spesso solo un'immagine.
PDF e menu fotografati
Un ristorante che ha il menu solo in PDF, o in foto, rende più difficile capire cosa cucina. Alcuni PDF si possono leggere, altri no, e in ogni caso sono un passaggio in più. Le informazioni chiave, come il tipo di cucina o le opzioni senza glutine, è meglio averle anche scritte nella pagina.
Informazioni nascoste o difficili da raggiungere
Testi che compaiono solo dopo un clic, pagine che non sono collegate da nessuna parte, contenuti che si caricano dopo con effetti speciali. Una persona curiosa li trova. Un programma automatico può non arrivarci.
Google, nella stessa guida, consiglia di rendere i contenuti facili da trovare con link interni: ogni pagina importante dovrebbe essere raggiungibile da un menu o da un'altra pagina.
Informazioni vecchie
L'AI legge anche quello che hai dimenticato di aggiornare. Un vecchio orario estivo, un servizio che non fai più, un numero dismesso. Se il sito dice una cosa e la scheda Google un'altra, l'AI può confondersi, come spieghiamo in Perché l'AI dice cose sbagliate sulla tua attività.
Un dettaglio tecnico che vale la pena controllare
Gli assistenti leggono i siti tramite programmi automatici, chiamati in inglese "crawler" o "bot". Ogni sito può dire a questi programmi cosa possono leggere e cosa no, con un file chiamato robots.txt.
OpenAI, nella sua documentazione sui crawler, spiega che il programma usato per la ricerca di ChatGPT si chiama OAI-SearchBot. I siti che lo bloccano non vengono mostrati nelle risposte di ricerca di ChatGPT. C'è poi un altro programma, GPTBot, che riguarda l'addestramento dei modelli, ed è una scelta separata.
A volte un sito blocca questi programmi senza che il titolare lo sappia: un'impostazione del servizio che ospita il sito, un plugin di sicurezza, una scelta fatta anni fa. Non devi diventare un esperto. Basta chiedere a chi gestisce il tuo sito se gli assistenti AI possono leggerlo.
Una prova semplice
Apri il tuo sito dal telefono e fai finta di essere un cliente che non ti conosce. Poi chiediti:
- in pochi secondi si capisce cosa fai e dove?
- gli orari sono scritti come testo, e sono giusti?
- i servizi principali hanno ciascuno almeno una frase che li descrive?
- le informazioni sono le stesse della scheda Google?
Se un centro estetico ha la lista dei trattamenti solo in un'immagine, la risposta alla terza domanda è no. È una cosa che si sistema in poco tempo.
Cosa non aspettarti
Un sito chiaro non è una garanzia. L'AI legge anche altre fonti, e il sito è solo una di queste: recensioni, schede, portali e articoli contano anche loro. Ne parliamo in Perché l'AI consiglia un tuo concorrente e non te?.
Quello che puoi fare è togliere gli ostacoli: se l'AI apre il tuo sito, deve trovare scritto in modo semplice chi sei e cosa fai.
Per sapere da dove partire
Prima di cambiare qualcosa, è utile sapere se oggi l'AI fa il tuo nome e da quali fonti prende le informazioni sui concorrenti. È quello che mostriamo con la prova gratuita: 20 domande dei tuoi clienti a ChatGPT, Gemini e Perplexity, e una pagina con i risultati.
Domande frequenti
Devo rifare il sito per farmi leggere dall'AI?
Quasi mai. Di solito basta controllare che le informazioni importanti siano scritte come testo, facili da trovare e aggiornate. Nessuno può garantire che questo ti faccia consigliare, ma toglie un ostacolo.
Se non ho un sito, l'AI può consigliarmi lo stesso?
Può succedere, se trova informazioni su di te altrove, per esempio nella scheda Google o sui portali di settore. Ma il sito è l'unico posto dove decidi tu cosa c'è scritto e come.